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TUTORIAL SUI TRASFORMATORI DI USCITA
UN BREVE TUTORIAL, SULLA SCELTA QUALITATIVA DEI T.U. IN FILO LIZ, E REALIZZAZIONE PRATICA.

Trasformatori uscita speciali teflon - litz
Esempio di realizzazione per finale SE con la 300B al vertice della qualita'.

E' nota l'importanza dei cavi di potenza per un ottimo risultato all'ascolto, questo concetto di qualita' del conduttore, può essere applicato anche all'interno del trasformatore di uscita, vediamo come ciò è possibile su questa pagina:
Nei trasformatori l'avvolgimento secondario e frazionato in sezioni, il cui numero e variabile tra una ed oltre 10, sorvolero' sui motivi per i quali i due estremi siano entrambi deleteri per un risultato di qualita.
I secondari sono costituiti da più sezioni ciascuno composto da un certo numero di spire, per realizzare un trasformatore si procede avvolgendo alternativamente una sezione di primario, una di secondario, ancora una di primario e cosi via, ogni volta si taglia il conduttore, per collegare poi le sezioni di primario in serie e le sezioni di secondario in parallelo.
Collegando le sezioni di secondario in parallelo, similmente a quello che accade quando si collegano in parallelo dei generatori, si creano inevitabilmente delle correnti di circolazione tra uno e l'altro, dato che in pratica e impossibile trovare due generatori che abbiano la stessa esatta f.e.m. (
forza elettro motrice istantanea dato che si parla di tensioni alternate), inoltre è noto il problema della resistenza non uguale per tutte le sezioni interne, questo porta ovviamente ad una diversa ripartizione della corrente tra le sezioni stesse.

Per eliminare questi problemi la soluzione che ho adottato e stata quella di realizzare l'avvolgimento secondario con le sezioni collegate in serie, il problema che si e posto e stata la necessita' di saldare più volte il conduttore per collegarle in serie, questa soluzione e apparsa subito inaccettabile.
Mediante un accorgimento pratico piuttosto semplice da dirsi, ma complicato da mettere in pratica, e stato risolto il problema, in pratica si e creata una sezione ausiliaria della quantita' necessaria di rame per realizzare il secondario, quindi spostandola da un lato all'altro ad ogni sezione, si e evitato il taglio e quindi l'esigenza delle saldature, il risultato e stato un conduttore di secondario unico ed integro, completamente in serie capace di raccogliere ogni informazione proveniente dal primario e trasferirla direttamente ai diffusori.

Ora veniamo al tipo di conduttore usato: poichè con il secondario in serie la sezione doveva essere quella necessaria senza poter ricorrere al parallelo di più sezioni, sorgeva il problema dell'effetto pelle di un conduttore di sezione elevata, in pratica usare un conduttore di grossa sezione non e una buona idea, la soluzione e stata semplice ricorrendo ad un conduttore in litz, cioè formato da molti conduttori elementari smaltati ed isolati tra loro, dato che questa soluzione si prestava ad esagerare, ho usato un cavo litz della qualita' migliore che ho trovato, composto da ben 350 capillari in rame isolati tra loro con doppio smalto, e rivestiti di pura seta naturale, di un colore rosa brillante da far invidia ad un foulard :-).
Rimaneva un particolare del quale si e molto parlato negli ultimi tempi, e più o meno ha trovato quasi tutti d'accordo: l'importanza dell'isolante, in un trasformatore l'isolante riveste una grandissima importanza in quanto oltre ad isolare le spire di rame che specie tra primario e secondario si trovano a tensioni notevolmente diverse, influisce sulla capacita' parassita del trasformatore sia tra strati di spire, sia tra primario e secondario, inoltre l'isolante se rigido crea delle zone di vuoto nell'avvolgimento, che sono molto nocive, tra l'altro l'avvolgimento diventa soffice ed elastico alla semplice pressione del dito, quando l'isolante non e perfettamente aderente.
Tutto questo andava assolutamente risolto, e quale materiale meglio del teflon si presta a questo scopo? e estremamente malleabile, ha una costante dielettrica bassissima, e venduto in nastro talmente sottile che aderisce in modo perfetto agli avvolgimenti, conferendogli anzi una ulteriore compattezza, e apprezzato da tutti come materiale isolante dall'ottimo comportamento all'ascolto.

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